lunedì 22 dicembre 2014

La visita natalizia


Non bastava il Natale a rompere le palle che lui stesso sta facendo rotolare in giro. 
Ci voleva anche il mio capo che mi chiedesse di andare a consegnare un paio di pacchi ai soliti importantissimi clienti. E non in un'azienda che so, su Marte. 
No, l'azienda in cui devo andare domani è quella dove lavora Daniel.
Avrei preferito Marte.
Dio che stress. 
Ok, ho chiuso l'amore e tutti suoi orpelli nella Scatola dell'Amor Perduto ma tutto il resto non è evaporato. Sono rimaste le foto e i viaggi che abbiamo fatto insieme, sono rimaste (per fortuna) le numerosissime amicizie in comune, è rimasto un affettuoso rapporto con la mia ex-suocera e tante altre cose fiorite in undici anni di amore.
Quindi la domanda è: che faccio, passo a salutarlo o no?
Sì e faccio quella del "Ciao-non-me-ne-frega-niente-che-tu-esisti-ma-vedi-IO-sono-intelligente-e-non-serbo-rancore-mentre-tu-cacca-di-scarafaggio-lo-covi-eccome-quindi-sei-alla-stregua-di-una-pulce-di-pulce".
E mentre lo faccio naturalmente sto indossando un bell'abito e un paio di tacchi ben fatti perchè si sa che l'altezza delle intenzioni va accompagnata da quella delle scarpe.
Quindi mi immagino la scena: parlo con la segretari adel suo reparto, chiedo di vedere il Signor Daniel, lei mi fa vedere la direzione,  io inciampo nella moquette e poi appaio davanti alla sua scrivania.
Lui impassibile mi dice "Ah, ciao" e inizia a sudare. Mi sembra di vedere le gocce sull'ampissima fronte.
E allora io gli chiedo "Come va?"e lui "Bene", secco come i fichi che abbondano in questo periodo.
Io dico "Ah, bene, dai, era solo un saluto, ciao".
E me ne vado incazzata nera per essermi sentita così cretina.
Quindi no, non ci vado. 
Però se faccio finta di nulla, non affronto il fantasma.
Se non mi presento, rimango col dubbio di cosa sarebbe successo se...
Come diceva il saggio? Meglio avere una delusione che un rimpianto. 
Ma 'sto saggio era un uomo e quindi la sua filosofia è discutibile.
Una volta parlando con il mio amico Gex, mi disse che gli unici rimpianti erano le donne che non si era portato a letto. Dio, che banale.
Da piccola la mia mamma mi diceva sempre che le paure vanno affontate e non evitate. 
Allora mi chiedo: sto evitando una paura o voglio cercarmi un'umiliazione che non mi merito? L'ora della meditazione finisce con la suoneria del cellulare.
-Ah, ciao Antoine! Come stai? -.
-Benone, tu?-.
-Ahm...io bene, stavo riflettendo su una cosa...-.
-Se si tratta di uomini, dimmi tutto, sai che ti ho sempre consigliato bene! -.
Sì come quella volta che mi disse di accettare l'invito a cena di un tizio che secondo Antoine era giusto per me e il tizio, una volta accompagnatami sotto casa, invece di dirmi "Ah, che bello, grazie sono stato benissimo, quando ti posso invitare ancora?" mi ha ficcato la lingua in bocca, dicendo poi che le donne altrimenti ci rimangono male se non vengono "omaggiate" in questo modo. Un signore.
-Effettivamente tesoro stavo riflettendo che domani devo andare nell'azienda dove lavora Daniel e stavo pensando di passare a fargli gli auguri di Natale -.
-Allora mia cara devi promettermi una cosa -.
-Che cosa? -.
-Ti prego fai un video, non voglio perdere la faccia di Daniel quando ti vede! .-
-Che scemo che sei! .- e ridiamo come due bambini stupidi.
Però qualcosa dentro di me si è rotto. Ho un soffio di malinconia nel cuore. Mi chiedo perché. Che cosa gli ho fatto per essere stata cancellata in questo modo assurdo. Non lo amo più ma la sua artificiale indifferenza, mi fa ancora male. Perché non possiamo semplicemente farci gli auguri come due esseri umani normali? Ce la menano tanto con le famiglia allargate e noi dobbiamo far finta di non esistere? Non capisco. Ha fatto tutto lui: mi ha tradita, abbandonata, dimenticata. Uff, che noia. Cosa sta dicendo Antoine?
-Dai bella donna, volevo solo dirti che domani parto e torno fra una settimana e quindi dobbiamo vederci per raccontarcela un po'! Ehi fammi sapere come è andata! -.
Da quando Antoine si è innamorato, è diventato più dolce, meno arrabbiato con la vita, più "accogliente" nei confronti delle persone. Io credo che non sia cambiato: l'amore che prova per la sua donna gli ha permesso di tagliar equella coltre pesante che lo opprimeva, liberando il "vero" Antoine. 
Domani che abito indosserò?