Mi fai conoscere la tua amica?
Questo è il messaggio che ho ricevuto ieri dal mio amico Robert.
Sempre alla ricerca della prossima donna, che sarà sempre l’ultima,
che sarà sempre quella giusta. Ma il conteggio segue le regole dei numeri
infiniti: c’è sempre qualcun’altra dopo.
La mia amica è Madge, ci conosciamo da quasi dieci anni e ora sta
passando un periodo molto particolare, tra crisi matrimoniale e dubbi
dell’anima. Abbastanza incasinata per tenere lontani gli uomini dotati di buone
intenzioni, molto bella per attirare l’attenzione di tutti, soprattutto quella
di Rob, che ha visto le sue foto su Facebook. Madge ama postare foto in cui
appare bellissima: certo, fatica pari a zero dato che è bellissima anche in
realtà. Rob insiste per uscire domani sera, un aperitivo al volo, così per fare
due chiacchiere, vuole incontrarla. Ma io conosco i miei due amici: lei si
innamorerà di lui dopo un giorno, lui le dirà che non è pronto per una relazione
seria. Nel frattempo accanto al loro letto è meglio sistemare un estintore per smorzare
subito le lenzuola incendiate dal sesso che faranno.
Ci incontriamo in una piazzetta del centro. Nessuna scenografia
potrebbe essere più romantica: sta iniziando a nevicare, le luci dei negozi
brillano insieme a quelle delle decorazioni natalizie, l’odore dell’inverno
schiaffeggia le narici. Lui è già fuori dal locale e appena ci vede ci viene
incontro con il suo solito sorriso da maschio in caccia. Allunga la mano verso
di lei, piacere Madge, ciao Rob. Sono passati solo pochi secondi e ho la netta
impressione di essere già di troppo. Ma non sono una sprovveduta: a questo
aperitivo ho invitato anche Penny e Mary, dovrebbero arrivare a momenti.
Entriamo nel locale, Rob ha prenotato un tavolo accanto alla vetrina. Faccio
finta di non ricordare che pochi metri più in là c’è il bar dove Daniel e io
incontravamo gli amici: a dire il vero ricordo di questa cosa ma non mi fa più tanto male. Anzi, sono
quasi insensibile. Certo, mi viene in mente perché non sono lobotomizzata, i
ricordi rimangono: l’importante è che rimanga solo il guscio senza il ripieno
di sensazioni.
Rob fa un a fatica titanica a non sbirciare il seno ben in mostra di
Madge mentre lei inizia il rituale di corteggiamento toccandosi i capelli,
sporgendosi verso di lui, facendo domande su di lui. Dio che noia. Tutto così
prevedibile. Cameriere, vorrei un giro di bromuro per tutti. O una flebo di
ormoni per me. Scherzo. Mi guardo in giro: è bello vedere gente allegra, amici
che scherzano, coppie che chiacchierano fitto (sicuramente sono agli inizi
della storia). La vetrata si sta appannando, chissà quante parole d’amore si
stanno condensando su di essa. Guardo fuori, la gente passeggia in fretta, i
fiocchi precipitano silenziosi. Ma quando arrivano le mie amiche? Improvvisamente
Rob si ricorda della mia presenza e mi chiede se alla fine quest’estate ho
seguito il suo consiglio di fare la crociera da single.
-E a te chi l’ha detto che sono single, scusa?- ridacchio cercando con
lo sguardo il cameriere.
-Oh, scusa madame! E’ successo qualcosa che non so?-
Ho la tentazione di inventare qualcosa, tipo un paio di uomini con cui
ho fatto sesso come se non ci fosse un domani ma so già che le balle non le so
raccontare e soprattutto non me le ricordo.
-Dico solo che non bisogna dare troppe cose per scontate! –
-Sì ok, scienziata, allora non trombi da almeno un anno.-
-Rob, sei un tesoro, spero tu ti possa soffocare con la prossima oliva.-
-Hahahhhaa tanto lo so che mi ami alla follia!-
-Beh Rob non esageriamo. Madge non farci caso, purtroppo ha più
testosterone che sangue .-
Madge ride ma si vede che a lei ‘sto testosterone vorrebbe provarlo al
più presto.
Ping. Messaggio. “Scusa ma nn riesco a passare nevica tantissimo Mary
mi ha chiamata, anche lei non riesce Ti tel dopo”.
Bene. La neve romantica intrappola la mia amica e io mi intrappolo da
sola con questi due che tromberebbero qui sul tavolino. La tensione erotica
intreccia i loro sguardi. Comincio a sentirmi come quando ero ai compleanni
delle mie compagne delle medie, quando i ragazzi parlavano solo con loro, che
erano mille volte più carine e simpatiche di me. Ovvio che poi ho smesso di
andare alle feste. Oh, ecco il cameriere. Io ordino una tisana e loro due
ovviamente un superalcolico. Ormai sono una vecchia zitella da broda di piante.
Rob ha iniziato a fare la ruota: racconta a Madge dei suoi successi
professionali, dei suoi amici importanti, delle sue vacanze esotiche. Tutte
cose che ho già sentito decine di volte. Ma Rob è così: gli voglio bene perché conoscendolo
da anni, so che ama passare per un uomo superficiale ma quando deve mettere in
moto il cuore per aiutare un amico o un’amica, lui è sempre presente. Basta non
fargli discorsi troppi “intensi”, tipo qual è il significato della vita, perché
l’amore è così complicato, ecc...
Ping. Messaggio. “Ciao bella come va?”. Non ci posso credere, un
messaggio da Colin! Sono uscita con lui due o tre volte. Era un collega
dell’università solo che quando studiavamo, non ci filavamo affatto. Dopo
qualche anno ci siamo incontrati su Facebook e lui mi aveva invitata a mangiare
una pizza. Io ero tornata single da poco ed ero troppo distrutta per capire che
avevo davanti un uomo molto carino e molto single. La serata fu piacevole ma
ricordo che continuavo a pensare a una cosa sola: volevo che davanti a me fosse
seduto Daniel. L’ultima sera che ci siamo visti era l’estate del 2012 e mentre
eravamo in piedi davanti alle nostre auto nel parcheggio del multisala, Colin mi
ha baciata. Avevamo visto un film, ci stavamo salutando per tornare a casa e quando
mi sono avvicinata per il solito bacino sulla guancia, lui ha cambiato
direzione puntando direttamente alla bocca. Sì, mi era piaciuto ma il mio cuore
aveva sussultato e iniziato a litigare con il mio corpo. Gli ormoni urlavano di
gioia, il mio cuore protestava dicendo che non era proprio il caso e non voleva
saperne di iniziare a battere per qualcuno che non fosse Daniel. Non ci siamo
più visti da quella sera perché io ho declinato tutti gli inviti. Oddio, non è
che avesse insistito più di tanto: credo di aver detto tre “no” a fila. Forse
quattro. E ora dopo tutto questo tempo, gli torno in mente? Beh, allora
rispondo: “Ma ciao! Come stai?”
Ping. “Io benone! Ci vediamo una di queste sere?”
Ehm. Boh, che faccio? Lo vedo una di queste sere? Il mio cuore tace.
Lo prendo come un sì.
“volentieri, dimmi tu quando”
“domani”
Non posso rispondere subito, vero? Altrimenti sembra che son qui che
non ho niente da fare. Oh, chissenefrega, rispondo subito.
“ok, ci aggiorniamo per l’ora”
“Che bello baci”
No, non rispondo con “baci” perché poi sembro troppo entusiasta e con
un uomo non è mai la strategia giusta. Oddio, ma senti come sto ragionando. Che
palle avevo completamente scordato le “strategie”. Voglio dire, bisogna ancora
metterle in atto?
Rob si alza.
-Scusa dove stai andando?.- chiedo sorpresa.
-Ragazze devo andare, ho un mezzo appuntamento con mia sorella qui
vicino, glielo avevo promesso! . –
-Ah, cavolo non me lo avevi detto! – protesto
-Sì mi ero dimenticato, scusatemi .-
Ci alziamo e ci salutiamo dandoci il solito bacio sulle guance.
Appena esce, comincia la valutazione
-Allora Maggy, te gusta vero? . – domando
-Beh è interessante, ha fatto un sacco di cose nella vita, cavolo...-
-Sì ok e quindi? –
-Eh boh, non so... ha qualcosa che mi intriga .-
-Ah bene, vi siete scambiati il numero? . –
-Ma va, non me lo ha chiesto! . –
-Perché sa che può averlo in qualunque momento da me . – le dico
guardando il fondo della mia tazza, dove piccoli frammenti di foglioline si
sono depositati formando una macchia forma di stella. Madge interrompe la mia
distrazione:
-Ma ha una sorella o era una balla perché non gli piaccio? -
-Ma che dici? Perché avrebbe dovuto inventarsi una scusa? Si vede
lontano un miglio che è già pazzo di te! -
-Se fosse come dici tu mi avrebbe chiesto il numero!-
-Forse non voleva esser precipitoso, magari ti cerca su Facebook e...
dai non essere sempre la solita ansiosa.-
-Ma le altre non vengono? -
-No, sono rimaste bloccate dalla neve o dal traffico, boh.-
-Peccato, le avrei salutate volentieri . –dice Madge mentre estrae il
cellulare dalla borsa.
Anche io guardo il cellulare, niente messaggi, però mi scappa un
sorriso pensando che domani rivedrò Colin. Mi sento molto cambiata e sono
curiosa di sapere cosa proverò rivedendolo. Abbiamo fatto sesso una sola volta
ma non mi ricordo come è andata. Fa brutti scherzi lo stress.
Madge risponde a una telefonata e io mi verso ancora un po’ di tisana.
In senso buono, invidio lo spirito di Madge. È semplicemente aperta alla vita:
non ha paura di mettersi in gioco, ha un sacco di casini ma non smette mai di
credere che l’uomo giusto deve ancora arrivare e soprattutto che le emozioni
devono essere vissute fino in fondo. Io invece nel mondo delle emozioni mi
muovo come un astronauta sulla Luna: molto, molto lentamente. E soprattutto
sono ancora convinta che l’amore vero si incontri una, massimo due volte. Ehi,
ma quello è Rob, che sta tornando verso il locale. Ecco, sta entrando e viene
verso di noi, tutto impolverato di neve. Madge è ancora al telefono, spalanca gli
occhi vedendolo io lo guardo con una grande punto di domanda disegnato sul
viso:
-Oh beh ho fatto in fretta con mia sorella, le ho detto che potevamo
fare un altro giorno .-
Madge gli sorride e si alza per trovare un angolo meno rumoroso, la telefonata
si sta prolungando, chissà con chi sta parlando. Ne approfitto per chiedere a
Rob:
-Non me la racconti giusta. Cosa hai fatto? – dico quasi a bassa voce
sporgendomi vero di lui.
-Sono andato a chiamare Melissa, avrei dovuto passare da lei ma non
faccio in tempo. E soprattutto non ne ho voglia. La tua amica è splendida-
-Ehi metti a cuccia un attimo gli ormoni e spiegami: esci ancora con
Melissa? Ma hai detto che avevate chiuso un mese fa! –
-Sì infatti era così ma sai come succede, non è facile lasciarsi, mi
dispiaceva, mi faceva tenerezza, poverina mi chiamava in lacrime. -
Ah bene, a quanto par tutti i maschi del mondo provano tenerezza
davanti alle ex mollate e si fanno commuovere e tornano da loro, certo, tutti
tranne uno.
-E adesso? Trombi Melissa e speri di farlo anche con la mia amica? Ma
sei scemo?-
-Ma no, adesso vediamo come va con la tua amica e poi decido!-
-Rob sei una merd... – non faccio in tempo a finire l’insulto perché
Madge sta tornando al tavolo. Sono molto arrabbiata e delusa, ho paura che Rob
possa fare solo del male alla mia amica. Madge mi guarda e mi chiede se va
tutto bene.
-Mmmh-mh – mugugno mentre mescolo la tisana ormai fredda.
-Allora ragazze, che cosa stavamo dicendo? – dice allegramente Rob
guardando Madge negli occhi.
Vorrei dire: “Che sei una merda” ma preferisco stare zitta. E adesso
cosa faccio? Posso solo mettere in guardia la mia amica, dirle che Rob è uno
che dà via il suo uccello come se fosse beneficenza al mondo femminile. Ora
però si è fatto un po’ tardi e voglio andare a casa. Troppi ormoni nell’aria,
mi sento come la parola “onestà” accanto alla parola “politica”: non c’entro
niente. Al ritorno Madge ripete che Rob è proprio interessante ma aggiunge che
non sa se uscirà con lui. E questa è la garanzia che succederà. Appena arrivo a
casa, vado in cucina per prepararmi qualcosa. Guardo il calendario e vedo che
domani mattina devo portare Gigio dalla veterinaria per la visita di controllo.
Ping. Un messaggio di Rob: “Indovina chi ho incontrato al parcheggio?
Daniel! Tranqui, non te l’ho salutato”. Mavvaffanc...tu, Daniel e tutto il
testosterone del mondo. Ops, c’è un altro messaggio, non l’avevo visto. E’ di
Colin: “non vedo l’ora che sia domani sera”. Cosa si è messo in testa?
