lunedì 29 dicembre 2014

L'amica




Mi fai conoscere la tua amica?
Questo è il messaggio che ho ricevuto ieri dal mio amico Robert.
Sempre alla ricerca della prossima donna, che sarà sempre l’ultima, che sarà sempre quella giusta. Ma il conteggio segue le regole dei numeri infiniti: c’è sempre qualcun’altra dopo.
La mia amica è Madge, ci conosciamo da quasi dieci anni e ora sta passando un periodo molto particolare, tra crisi matrimoniale e dubbi dell’anima. Abbastanza incasinata per tenere lontani gli uomini dotati di buone intenzioni, molto bella per attirare l’attenzione di tutti, soprattutto quella di Rob, che ha visto le sue foto su Facebook. Madge ama postare foto in cui appare bellissima: certo, fatica pari a zero dato che è bellissima anche in realtà. Rob insiste per uscire domani sera, un aperitivo al volo, così per fare due chiacchiere, vuole incontrarla. Ma io conosco i miei due amici: lei si innamorerà di lui dopo un giorno, lui le dirà che non è pronto per una relazione seria. Nel frattempo accanto al loro letto è meglio sistemare un estintore per smorzare subito le lenzuola incendiate dal sesso che faranno.
Ci incontriamo in una piazzetta del centro. Nessuna scenografia potrebbe essere più romantica: sta iniziando a nevicare, le luci dei negozi brillano insieme a quelle delle decorazioni natalizie, l’odore dell’inverno schiaffeggia le narici. Lui è già fuori dal locale e appena ci vede ci viene incontro con il suo solito sorriso da maschio in caccia. Allunga la mano verso di lei, piacere Madge, ciao Rob. Sono passati solo pochi secondi e ho la netta impressione di essere già di troppo. Ma non sono una sprovveduta: a questo aperitivo ho invitato anche Penny e Mary, dovrebbero arrivare a momenti. Entriamo nel locale, Rob ha prenotato un tavolo accanto alla vetrina. Faccio finta di non ricordare che pochi metri più in là c’è il bar dove Daniel e io incontravamo gli amici: a dire il vero ricordo di questa cosa  ma non mi fa più tanto male. Anzi, sono quasi insensibile. Certo, mi viene in mente perché non sono lobotomizzata, i ricordi rimangono: l’importante è che rimanga solo il guscio senza il ripieno di sensazioni.
Rob fa un a fatica titanica a non sbirciare il seno ben in mostra di Madge mentre lei inizia il rituale di corteggiamento toccandosi i capelli, sporgendosi verso di lui, facendo domande su di lui. Dio che noia. Tutto così prevedibile. Cameriere, vorrei un giro di bromuro per tutti. O una flebo di ormoni per me. Scherzo. Mi guardo in giro: è bello vedere gente allegra, amici che scherzano, coppie che chiacchierano fitto (sicuramente sono agli inizi della storia). La vetrata si sta appannando, chissà quante parole d’amore si stanno condensando su di essa. Guardo fuori, la gente passeggia in fretta, i fiocchi precipitano silenziosi. Ma quando arrivano le mie amiche? Improvvisamente Rob si ricorda della mia presenza e mi chiede se alla fine quest’estate ho seguito il suo consiglio di fare la crociera da single.
-E a te chi l’ha detto che sono single, scusa?- ridacchio cercando con lo sguardo il cameriere.
-Oh, scusa madame! E’ successo qualcosa che non so?-
Ho la tentazione di inventare qualcosa, tipo un paio di uomini con cui ho fatto sesso come se non ci fosse un domani ma so già che le balle non le so raccontare e soprattutto non me le ricordo.
-Dico solo che non bisogna dare troppe cose per scontate! –
-Sì ok, scienziata, allora non trombi da almeno un anno.-
-Rob, sei un tesoro, spero tu ti possa soffocare con la prossima oliva.-
-Hahahhhaa tanto lo so che mi ami alla follia!-
-Beh Rob non esageriamo. Madge non farci caso, purtroppo ha più testosterone che sangue .-
Madge ride ma si vede che a lei ‘sto testosterone vorrebbe provarlo al più presto.
Ping. Messaggio. “Scusa ma nn riesco a passare nevica tantissimo Mary mi ha chiamata, anche lei non riesce Ti tel dopo”.
Bene. La neve romantica intrappola la mia amica e io mi intrappolo da sola con questi due che tromberebbero qui sul tavolino. La tensione erotica intreccia i loro sguardi. Comincio a sentirmi come quando ero ai compleanni delle mie compagne delle medie, quando i ragazzi parlavano solo con loro, che erano mille volte più carine e simpatiche di me. Ovvio che poi ho smesso di andare alle feste. Oh, ecco il cameriere. Io ordino una tisana e loro due ovviamente un superalcolico. Ormai sono una vecchia zitella da broda di piante. Rob ha iniziato a fare la ruota: racconta a Madge dei suoi successi professionali, dei suoi amici importanti, delle sue vacanze esotiche. Tutte cose che ho già sentito decine di volte. Ma Rob è così: gli voglio bene perché conoscendolo da anni, so che ama passare per un uomo superficiale ma quando deve mettere in moto il cuore per aiutare un amico o un’amica, lui è sempre presente. Basta non fargli discorsi troppi “intensi”, tipo qual è il significato della vita, perché l’amore è così complicato, ecc...
Ping. Messaggio. “Ciao bella come va?”. Non ci posso credere, un messaggio da Colin! Sono uscita con lui due o tre volte. Era un collega dell’università solo che quando studiavamo, non ci filavamo affatto. Dopo qualche anno ci siamo incontrati su Facebook e lui mi aveva invitata a mangiare una pizza. Io ero tornata single da poco ed ero troppo distrutta per capire che avevo davanti un uomo molto carino e molto single. La serata fu piacevole ma ricordo che continuavo a pensare a una cosa sola: volevo che davanti a me fosse seduto Daniel. L’ultima sera che ci siamo visti era l’estate del 2012 e mentre eravamo in piedi davanti alle nostre auto nel parcheggio del multisala, Colin mi ha baciata. Avevamo visto un film, ci stavamo salutando per tornare a casa e quando mi sono avvicinata per il solito bacino sulla guancia, lui ha cambiato direzione puntando direttamente alla bocca. Sì, mi era piaciuto ma il mio cuore aveva sussultato e iniziato a litigare con il mio corpo. Gli ormoni urlavano di gioia, il mio cuore protestava dicendo che non era proprio il caso e non voleva saperne di iniziare a battere per qualcuno che non fosse Daniel. Non ci siamo più visti da quella sera perché io ho declinato tutti gli inviti. Oddio, non è che avesse insistito più di tanto: credo di aver detto tre “no” a fila. Forse quattro. E ora dopo tutto questo tempo, gli torno in mente? Beh, allora rispondo: “Ma ciao! Come stai?”
Ping. “Io benone! Ci vediamo una di queste sere?”
Ehm. Boh, che faccio? Lo vedo una di queste sere? Il mio cuore tace. Lo prendo come un sì.
“volentieri, dimmi tu quando”
“domani”
Non posso rispondere subito, vero? Altrimenti sembra che son qui che non ho niente da fare. Oh, chissenefrega, rispondo subito.
“ok, ci aggiorniamo per l’ora”
“Che bello baci”
No, non rispondo con “baci” perché poi sembro troppo entusiasta e con un uomo non è mai la strategia giusta. Oddio, ma senti come sto ragionando. Che palle avevo completamente scordato le “strategie”. Voglio dire, bisogna ancora metterle in atto?
Rob si alza.
-Scusa dove stai andando?.- chiedo sorpresa.
-Ragazze devo andare, ho un mezzo appuntamento con mia sorella qui vicino, glielo avevo promesso! . –
-Ah, cavolo non me lo avevi detto! – protesto
-Sì mi ero dimenticato, scusatemi .-
Ci alziamo e ci salutiamo dandoci il solito bacio sulle guance.
Appena esce, comincia la valutazione
-Allora Maggy, te gusta vero? . – domando
-Beh è interessante, ha fatto un sacco di cose nella vita, cavolo...-
-Sì ok e quindi? –
-Eh boh, non so... ha qualcosa che mi intriga .-
-Ah bene, vi siete scambiati il numero? . –
-Ma va, non me lo ha chiesto! . –
-Perché sa che può averlo in qualunque momento da me . – le dico guardando il fondo della mia tazza, dove piccoli frammenti di foglioline si sono depositati formando una macchia forma di stella. Madge interrompe la mia distrazione:
-Ma ha una sorella o era una balla perché non gli piaccio? -
-Ma che dici? Perché avrebbe dovuto inventarsi una scusa? Si vede lontano un miglio che è già pazzo di te! -
-Se fosse come dici tu mi avrebbe chiesto il numero!-
-Forse non voleva esser precipitoso, magari ti cerca su Facebook e... dai non essere sempre la solita ansiosa.-
-Ma le altre non vengono? -
-No, sono rimaste bloccate dalla neve o dal traffico, boh.-
-Peccato, le avrei salutate volentieri . –dice Madge mentre estrae il cellulare dalla borsa.
Anche io guardo il cellulare, niente messaggi, però mi scappa un sorriso pensando che domani rivedrò Colin. Mi sento molto cambiata e sono curiosa di sapere cosa proverò rivedendolo. Abbiamo fatto sesso una sola volta ma non mi ricordo come è andata. Fa brutti scherzi lo stress.
Madge risponde a una telefonata e io mi verso ancora un po’ di tisana. In senso buono, invidio lo spirito di Madge. È semplicemente aperta alla vita: non ha paura di mettersi in gioco, ha un sacco di casini ma non smette mai di credere che l’uomo giusto deve ancora arrivare e soprattutto che le emozioni devono essere vissute fino in fondo. Io invece nel mondo delle emozioni mi muovo come un astronauta sulla Luna: molto, molto lentamente. E soprattutto sono ancora convinta che l’amore vero si incontri una, massimo due volte. Ehi, ma quello è Rob, che sta tornando verso il locale. Ecco, sta entrando e viene verso di noi, tutto impolverato di neve. Madge è ancora al telefono, spalanca gli occhi vedendolo io lo guardo con una grande punto di domanda disegnato sul viso:
-Oh beh ho fatto in fretta con mia sorella, le ho detto che potevamo fare un altro giorno .-
Madge gli sorride e si alza per trovare un angolo meno rumoroso, la telefonata si sta prolungando, chissà con chi sta parlando. Ne approfitto per chiedere a Rob:
-Non me la racconti giusta. Cosa hai fatto? – dico quasi a bassa voce sporgendomi vero di lui.
-Sono andato a chiamare Melissa, avrei dovuto passare da lei ma non faccio in tempo. E soprattutto non ne ho voglia. La tua amica è splendida-
-Ehi metti a cuccia un attimo gli ormoni e spiegami: esci ancora con Melissa? Ma hai detto che avevate chiuso un mese fa! –
-Sì infatti era così ma sai come succede, non è facile lasciarsi, mi dispiaceva, mi faceva tenerezza, poverina mi chiamava in lacrime. -
Ah bene, a quanto par tutti i maschi del mondo provano tenerezza davanti alle ex mollate e si fanno commuovere e tornano da loro, certo, tutti tranne uno.
-E adesso? Trombi Melissa e speri di farlo anche con la mia amica? Ma sei scemo?-
-Ma no, adesso vediamo come va con la tua amica e poi decido!-
-Rob sei una merd... – non faccio in tempo a finire l’insulto perché Madge sta tornando al tavolo. Sono molto arrabbiata e delusa, ho paura che Rob possa fare solo del male alla mia amica. Madge mi guarda e mi chiede se va tutto bene.
-Mmmh-mh – mugugno mentre mescolo la tisana ormai fredda.
-Allora ragazze, che cosa stavamo dicendo? – dice allegramente Rob guardando Madge negli occhi.
Vorrei dire: “Che sei una merda” ma preferisco stare zitta. E adesso cosa faccio? Posso solo mettere in guardia la mia amica, dirle che Rob è uno che dà via il suo uccello come se fosse beneficenza al mondo femminile. Ora però si è fatto un po’ tardi e voglio andare a casa. Troppi ormoni nell’aria, mi sento come la parola “onestà” accanto alla parola “politica”: non c’entro niente. Al ritorno Madge ripete che Rob è proprio interessante ma aggiunge che non sa se uscirà con lui. E questa è la garanzia che succederà. Appena arrivo a casa, vado in cucina per prepararmi qualcosa. Guardo il calendario e vedo che domani mattina devo portare Gigio dalla veterinaria per la visita di controllo.
Ping. Un messaggio di Rob: “Indovina chi ho incontrato al parcheggio? Daniel! Tranqui, non te l’ho salutato”. Mavvaffanc...tu, Daniel e tutto il testosterone del mondo. Ops, c’è un altro messaggio, non l’avevo visto. E’ di Colin: “non vedo l’ora che sia domani sera”. Cosa si è messo in testa?

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